Movimento dei Focolari

fokolari

I primi contatti con il Movimento dei Focolari in Macedonia risalgono al 1965, quando Antonio Petrilli (uno dei primi seguaci di Chiara Lubich) veniva a trovare il suo amico sacerdote don Luka Cirimotić. Nel 1983, con gioia dell’allora vescovo mons. Joakim Herbut, si tengono a Skopje e in Kosovo i primi incontri, che sono l’inizio delle prime comunità. Nel 1985, per divina provvidenza, si apre la possibilità di un impiego in Macedonia per una famiglia focolarina di Zagabria, che vi riconosce il disegno di Dio per la propria vita e risponde generosamente a quella chiamata. Dopo il trasferimento a Skopje nascono i contatti più diversi: con i vicini, in chiesa, sul posto di lavoro… e così la vita del dialogo va avanti. Si formano le prime comunità, composte da giovani e adulti, famiglie e consacrati, appartenenti a Chiese e religioni diverse e persone senza appartenenza religiosa. Di grande importanza in questo cammino comune sono le cosiddette «Mariapoli», che dal 2000 si tengono regolarmente in Macedonia. La «Mariapoli» è un incontro di più giorni promosso dal Movimento dei Focolari, che propone una convivenza originale nell’amore.

Il dialogo che questo Movimento promuove si fonda sulla spiritualità, al cui centro sta l’amore. Esso trova un’eco immediata anche nelle altre religioni e culture grazie alla regola d’oro: «Fa’ agli altri ciò che vorresti che gli altri facessero a te». Ed è proprio mettendo in pratica questa regola d’oro che si realizza un dialogo fecondo.

Il cuore del Movimento dei Focolari sono le focolarine e i focolarini, che vivono in piccole comunità laicali dette appunto focolari. Si impegnano anzitutto a tenere viva la fiamma della presenza di Cristo risorto, da cui viene il nome dell’intero movimento (in italiano la parola fuoco richiama il focolare domestico). Attratti da Dio, uomini e donne consacrano a Lui la propria vita. Hanno lasciato le loro famiglie e la loro patria per contribuire alla realizzazione della preghiera di Gesù «Che tutti siano uno». L’esperienza dell’unità con Dio è la forza che li spinge, alle latitudini più diverse, a costruire ponti, ad accendere una luce di speranza e di amore e a vincere la violenza. Si mantengono con il proprio lavoro e mettono in comune i guadagni. Questa fiamma raggiunge anche le persone sposate, fedeli alla propria vocazione, che per la scelta radicale della vita evangelica sono al tempo stesso membri a pieno titolo del focolare. Quando entrambi i coniugi condividono questa vita, la famiglia-focolare, compatibilmente con la situazione familiare, si mette a disposizione per trasferirsi in un’altra parte del mondo dove la sua presenza possa contribuire all’unità.

Nel mondo vi sono 7160 focolarini appartenenti a popoli, razze e religioni diverse, in 742 focolari in 83 Paesi.

Forse li descrive meglio di ogni altra cosa il celebre scritto di Chiara Lubich: «Ecco la grande attrattiva del tempo moderno: penetrare nella più alta contemplazione e rimanere mescolati fra tutti… Vorrei dire di più: perdersi nella folla per informarla del divino… fatti partecipi dei disegni di Dio sull’umanità, segnare sulla folla ricami di luce e, nel contempo, dividere col prossimo l’onta, la fame, le percosse, le brevi letizie».

A Skopje il focolare femminile si apre nel 2007 e da allora accompagna l’impegno per uno stile di vita evangelico e le diverse iniziative della comunità del Movimento in Macedonia e in Kosovo, con il costante sostegno paterno del vescovo mons. Kiro Stojanov.

Tutto è cominciato con Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, che definisce il focolare come «immagine della famiglia di Nazaret, convivenza nel mondo di persone vergini e sposate che, pur in modi diversi, sono interamente donate a Dio».

Oggi nel focolare femminile di Skopje operano quattro focolarine, la cui attività si svolge nell’educazione dei bambini all’asilo, nella promozione della cultura del dialogo e della convivenza, nella catechesi parrocchiale e in altre attività della parrocchia.